idee per un regalo di Natale

Avete già pensato ai regali da fare per questo Natale? O siete ancora nel rush pre-natalizio, assaliti dall’angoscia di non fare in tempo a completare la lista dei doni?

Vi serve qualche idea? Pensavo che forse, quest’anno, la cosa più bella che possiamo regalare in realtà non è una “cosa”. Nel senso che non è un oggetto, che ne so un libro, un telefono, un anello o un viaggio. So bene che la pubblicità ci sta “martellando” con insistenza da molte settimane con un’ampia offerta di prodotti che potrebbero fare la felicità dei nostri cari: da televisori a nuovi contratti di telefonia, da giocattoli a creme, profumi, vestiti, cibi, dolci, automobili, e mille altre cose.

Ma forse la cosa più bella che possiamo regalare per questo Natale è qualcosa di meno “palpabile”, meno concreto e materiale, ma non per questo meno prezioso e vitale. Anzi, di questi tempi, essa è cosa assai rara e ricercata, difficile da ottenere anche se sei disponibile a sborsare un bel po’ di denaro.

Forse quest’anno, sotto l’albero di Natale delle persone a cui vogliamo bene, potremmo lasciare un pacco, bell’infiocchettato, con dentro una buona dose di “ascolto”. Sì, mi riferisco proprio quel dono povero e senza prezzo, che consiste nel regalare un poco del nostro tempo per accogliere le parole dell’altro, per condividere il racconto della sua vita, delle sue preoccupazioni o delle sue gioie e per entrare in sintonia, almeno per qualche minuto, con il suo mondo interiore e con tutto quello che agita la sua anima. Potremmo fare proprio così: regalare dei “buoni-ascolto”, da utilizzare nei prossimi mesi, come un credito da esigere ed una promessa da mantenere.

Credetemi: nonostante l’apparenza non è un regalo da poco e di certo non rischiate di fare brutta figura! Magari all’inizio il destinatario del vostro singolare regalo si stupirà e vi guarderà con fare interrogativo e meravigliato. Ma sono certo che quando lui inizierà a scartare il pacco, a sperimentare il dono appena ricevuto, a godere del vostro ascolto, apprezzerà sinceramente quell’offerta. Infatti sentirà sulla sua pelle che c’è qualcuno che si sta interessando a lui, che lo sta accogliendo per quello che è, senza giudizi o precondizioni. L’ascolto infatti ha questo straordinario potere: quello di far sentire l’altro riconosciuto, valorizzato, accolto e capito. In tempi di egoismo spinto non è una cosa da poco, sapete…

E tuttavia non affannatevi a mettere in quella scatola regalo una “forma speciale” di ascolto! Non credo che serva… accontentatevi di metterci un ascolto semplice, feriale, un ascolto facile e modesto, di quella ordinaria fattura di cui siete capaci. Non serve un ascolto “sapiente” o dotto, ricco di parole o di insegnamenti. Questo ascolto più “nobile” e sofisticato lasciatelo ai professionisti dell’ascolto.

A voi basti donare un ascolto “ordinario”, piano, che nasca da un cuore che sappia tacere per fare spazio all’altro. Non serve saper dare risposte o elargire raccomandazioni, né dotte citazioni o preziose illuminazioni. Limitatevi ad un ascolto che sia sincero, onesto, pulito. Un ascolto che dica “Ecco, sono qui per te! Ho voglia di accogliere la tua parola, perché per me sei prezioso. Non mi interessa giudicarti né rimproverarti, non ti voglio convincere di nulla né insegnare come vivere. Mi basta regalarti un pezzo del mio tempo, che poi, a ben vedere, è la cosa più preziosa che ho.”

Sospendete per un attimo l’ansia del fare, la preoccupazione di rendervi utili, la paranoia di fare qualcosa di buono e godetevi un tempo “vuoto”, “inutile”, “sprecato”; e lasciate che l’altro possa riempire questo tempo a suo piacimento, con parole o lacrime, risa o lamentazioni, mugugni o racconti; lasciate che l’altro capisca che siete lì per lui, che tutta la vostra persona (la vostra mente, il vostro cuore e la vostra volontà) è lì per lui, in un movimento di accoglienza incondizionata.

Credetemi: sarà una sorpresa per entrambi! E poi che cosa accadrà a quel punto? Beh, è impossibile immaginare o preventivare la meraviglia che ogni dono suscita: quella la si può scoprire solo a tempo debito. Una cosa però è certa: quando un dono è sincero e autentico, questo porta gioia a chi lo riceve ma soprattutto chi lo fa.

Questo mio articolo è stato pubblicato sul numero di Dicembre di LodivecchioMese

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