Cara Lucia…

Cara Lucia

So che la vita ti sta facendo attraversare un periodo di solitudine: proprio tu che ami il calore dell’amicizia e ti senti confortata dalla presenza di qualcuno di speciale che possa accompagnare i tuoi giorni, ebbene proprio tu ora senti quel sentimento di solitudine che raffredda il cuore e toglie colore alle giornate. Affrontare la vita da soli, soprattutto quando si è molto giovani, è sempre doloroso: è come andare avanti ed indietro sui trapezi, lanciandosi in ardui capogiri e strabilianti piroette, e sapere di non avere una rete di sicurezza stesa con solidità sotto di te.

Alla tua giovane età l’amicizia è anche questo, o forse prima di tutto questo: un’ancora di salvezza, un rete di protezione, la percezione di qualcuno che è pronto ad afferrarti quando stai per cadere. Qualcuno sulla cui spalla piangere quando le cose non vanno o qualcuno da telefonare quando si ha una grande gioia da raccontare. Posso solo immaginare, cara Lucia, il vuoto che ti abita dentro e quella sensazione di disorientamento che produce il camminare da solo in una terra sconosciuta.

Eppure più volte abbiamo insieme parlato di come spesso le tue amicizie ed i tuoi amori nascevano da un bisogno talvolta eccessivo di riconoscimento, di presenza, di affetto, quasi che gli spazi in cui vivere una sana solitudine ti apparissero insopportabili ed inaccessibili. Quel bisogno dell’altro altre volte originava da una necessità irriflessa di vivere la dimensione della cura: come una giovane donna cresciuta un po’ troppo in fretta, le tue amicizie ed i tuoi amori erano quei luoghi in cui prenderti cura, sempre e comunque, degli altri. Ci siamo detti più e più volte che l’amicizia, come l’amore, ha bisogno di reciprocità, di sperimentare la gioia del donare come quella del ricevere. Gli amori a senso unico spesso hanno poco futuro perché suppliscono ad una nostra carenza ma non ci consentono di vivere un incontro reale con l’altro.

Cara Lucia, magari questo tempo di solitudine non è giunto invano: so che è più facile da dirsi per chi vede le cose da fuori ma magari è così. Non è detto che sperimentare la compagnia di se stessi (compagnia che in questo periodo non ti sei scelta ma ti è stata imposta), sia necessariamente una regressione nel tuo cammino di crescita. Vedi, Lucia, talvolta per vivere con maturità e pienezza di una cosa abbiamo bisogno di sperimentarne la mancanza, l’assenza ed il bisogno. Mi chiedo quindi se imparare a tollerare la tua solitudine non sia l’occasione che la vita ti stia offrendo per sperimentare relazioni nuove e più autentiche in futuro.

Magari è questa la sfida che hai davanti, in questo periodo in cui vivi una compagnia forzosa con te stessa: passare dal bisogno dell’altro al desiderio dell’altro. Benché simili i due termini non sono del tutto equivalenti: il bisogno nasce dal senso di un “vuoto”, il desiderio dalla volontà di condividere un “pieno” che uno ha scoperto dentro di sé. Desidero l’altro non perché mi sento solo ma perché sperimento un ricchezza in me stesso che non posso fare a meno di partecipare. Magari è proprio questo che la vita ti sta chiedendo di vivere: forse è proprio questo il passaggio ed il salto in avanti che sei chiamata a fare.

Sono certo che, per quanto dura e arida, questa tua solitudine non sarà infeconda ma capace di generare relazioni ricche e fruttuose in futuro.

Ti penso e ti abbraccio, Marco.

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