diciassette anni fa

Diciassette anni fa come oggi stavo solcando avanti e indietro il corridoio del reparto di maternità dell’ospedale di Lodi, in attesa che il primario uscisse per annunciarmi che il cesareo era finito e che mamma e bimba stavano entrambe bene.

A dire il vero il “prof”, così tutti lo chiamavano, si era presentato con uno strano occhio rosso quella mattina, facendo sorgere in me e in Simona qualche dubbio sulla sua piena capacità visiva. Nessuno di noi abitava della sua professionalità e della sua arte, ma, si sa, in certi momenti ogni piccolo dettaglio fuori dalla norma può inquietare e preoccupare.

Deo Grazia, il prof portò a compimento la sua missione con l’abituale precisione. È così che, poco prima di mezzogiorno, fui introdotto in un locale vicino alla sala operatoria, vestito di tutto punto, con camice e mascherina, ed un piccolo scricciolo di poco più di due chili e mezzo, mi venne messo tra le braccia.

E da lì la mia vita è cambiata per sempre.

Questo cambiamento era già iniziato due anni prima, quando io e Simona ci eravamo sposati. Ma è con l’arrivo di Miriam che le cose sono radicalmente mutate. È stata una trasformazione certo graduale, ma continua ed incessante; una metamorfosi che ha trasformato il senso della mia identità, il mio modo di guardare il mondo e la mio stesso legame matrimoniale.

Davvero è stupefacente cosa può fare un corpicino di una bimba neonata nelle braccia di un giovane padre, immaturo ed inesperto della vita!

Miriam è giunta come un miracolo, come un dono inatteso, come una gioia impagabile, come l’estasi del compimento e la pienezza dell’esistenza.

Miriam è giunta anche come un terremoto, come un ciclone che ha spazzato via schemi e pregiudizi, desideri meschini e aspirazioni di bassa lega. Miriam è giunta come un vento potente, che, in un batter d’occhio, spazza l’aia della tua vita, scuote il giardino di casa e demolisce l’ordine delle cose, costruite con fatica nel tempo.

Con Miriam è iniziato un cammino, abbiamo intrapreso tutti uno straordinario viaggio, lei con noi e noi con lei. Miriam ci ha condotto dove mai avremmo immaginato di arrivare, ci ha indicato altezze che mai ci saremmo sognati di raggiungere da soli. È stata sprono e desiderio, stimolo e fascino, estasi e disperazione, sana gioia e penoso smarrimento.

Ammirarla ora alla soglia della maggiore età mi appare un miracolo e, con meraviglia e turbamento, la cosa più bella che ho fatto nella mia vita.

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