la notte dei licei

Oggi lascio volentieri la parola a Federico, giovane universitario ed ex-liceale classico. Di ritorno dalla notte dei licei, ha condiviso sulla sua pagina facebook questo pezzo che trovo particolarmente ispirato. Buona lettura!

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Odisseo, Enea, Didone, Socrate, Alcesti, Giasone, Seneca, Antigone, Ettore e Andromaca sono solo alcuni dei personaggi del mondo greco-latino antico riportati, per così dire, in vita dagli alunni del Liceo Classico Verri questa sera. Molti di questi uomini e donne appartengono ad una realtà e ad un impianto culturale lontano decine di secoli dalla contemporaneità ma, ciononostante, essi parlano ancora, anzi, gridano.

Essi trasmettono un intero bagaglio valoriale in cui noi tutti possiamo ritrovarci: l’ospitalità, l’amore, la paura, il coraggio, il rapporto tra le generazioni, il tempo, il viaggio, la guerra sono sentimenti e realtà estremamente attuali per l’uomo del 2020.

Quando si affrontano i testi antichi si insiste spesso sulla loro “straordinaria modernità”, sul fatto che essi riescano anche dopo 2000 anni a veicolare un messaggio in cui è possibile riconoscersi. E se fosse l’opposto? Se non fossero i grandi classici ad essere moderni anche a distanza di secoli ma fossimo noi, uomini e donne del terzo millennio che parliamo, agiamo e pensiamo come i greci ed i latini, ad essere incredibilmente antichi? Se il fatto che parole scritte in un momento lontanissimo nel tempo e nello spazio possano essere utilizzate anche da noi fosse un indizio del nostro indissolubile legame con l’antico?

L’universalità dei concetti e dei valori espressi nel passato, come hanno superbamente dimostrato i ragazzi durante i vari momenti della serata, è evidente ancora oggi: le guerre antiche e quelle moderne sono allo stesso modo deprecabili, hanno causato e causano tuttora terribili conseguenze; il coraggio degli eroi del mito e il coraggio di persone che oggi affrontano di tutto per ottenere una condizione di vita migliore è lo stesso; la riflessione sulla fugacità del tempo interessava Seneca come interessa l’uomo contemporaneo.

Se è vero che un’opera può essere considerata “un classico” quando valica i limiti temporali entro cui possiede e trasmette significato e si apre all’universalità educando, coinvolgendo e muovendo anche animi distanti secoli, allora possiamo dire che lo studio dei classici serva, in fin dei conti, a qualcosa.

Federico

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