la vita al tempo del coronavirus/13

*** NUMERI ***

Mi sono accorto che, da qualche giorno, guardo con occhi diversi ai numeri dei contagiati, dei deceduti e dei guariti, quelli che tutte le sere alle 18 in punto la protezione civile diffonde.

Se prima quelli erano dei semplici numeri, numeri anonimi ed asettici, puri dati statistici per capire come andava il contagio e il tasso di mortalità, ora quei numeri iniziano a custodire volti e sguardi, nomi e cognomi di persone che fino a qualche giorno fa vivevano accanto a me.

Quei numeri così freddi, quasi glaciali, algidi, diventano ora caldi, forse irritanti e pungenti, perché, dietro quelle cifre, ci vedi il volto dell’amico che ti ha lasciato, del conoscente che se n’è andato, del parente che non che l’ha fatta e di chi non è riuscito a superare la prova del Covid-19.

Intendiamoci: quei numeri, che a me parevano così asettici, sono stati da sempre qualcosa di vitale e doloroso per qualcuno: nascosto in ogni numerello dichiarato dall’unità di crisi, c’erano sempre una famiglia che perdeva un caro, amici e parenti che vivevano ore di ansia per un ricovero improvviso o, all’opposto, la gioia di chi aveva riavuto vivo un proprio amico. Devo però ammettere che non è la stessa cosa fare questa considerazione in modo teorico o sperimentare sulla propria pelle che la tua piccola esistenza è in qualche modo “raccontata” in quei grafici e che quello che pareva una fatto “epocale e globale” riguarda anche la tua banale esistenza.

È amara la consapevolezza che tutto questo fa nascere: comprendi che certo puoi gioire che il tasso di mortalità si sia ridotto del 10 o 15% ma resta il fatto che, indipendentemente da tutto,  qualcuno è stato strappato alla rete dei propri affetti, all’amore dei propri cari e al vincolo di amicizia che lo legava ad altri.

È triste constatare quanto i grafici e le statistiche, con la loro precisione matematica, siano poco capaci di raccontare quello che sta accadendo e poco abili a rendere ragione del dramma che questi fatti sta provocando nelle nostre vite.

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