non è qui!

“Non è qui!” Forse sta tutto qui la sorpresa del mistero della Pasqua, forse in quelle tre parole è condensato il segreto della festa che celebriamo oggi. “Non è qui!”, come a dire: lo state cercando nel posto sbagliato, avete preso un abbaglio, l’indirizzo non è quello corretto, avete fatto male i vostri calcoli…

Eppure quelle donne lo conoscevano bene, erano state lì sotto la croce fino all’ultimo respiro; e poi lo hanno mestamente ricomposto per la sepoltura e lo hanno visto adagiare nel sepolcro nuovo di zecca. Di prima mattina si erano addirittura portate oli e unguenti per la balsamazione, interrogandosi anche su come sarebbero mai riuscite a spostare la grossa pietra di ingresso. Ed invece no! Tutto sbagliato, giacché le cose non stanno esattamente come loro pensavano. Ecco il senso del “Non è qui!” che scuote le loro menti impaurite, che svela l’inconsistenza dei loro piani, che mostra l’imprecisione delle loro previsioni.

In quel “non è qui!” c’è l’irruzione di un avvenire che non ti aspetti, l’accadere di un domani che non avevi previsto, l’avverarsi insperato di ciò che mai ti saresti immaginato.

Tutti noi programmiamo il futuro, lo riempiamo di progetti e sogni, di aspettative e speranze, di intenzioni e propositi. Ecco il futuro: ciò che desideriamo, ciò per cui lavoriamo e fatichiamo, ciò che pianifichiamo e progettiamo.

Ma il “non è qui!” non è una affermazione nell’ordine del futuro ma in quello dell’avvenire! Quelle tre parole parlano dell’avvenire, ossia dell’accadimento spaesante, dell’evento che sorprende e disorienta, del fatto che va al di là di meschine aspettative o di nobili speranze. “Non è qui!” è l’irruzione di una novità talmente nuova che fatichiamo a comprenderla e a comunicarla; è l’annuncio di una buona notizia che nessuno si sarebbe mai aspettato di sentire.

Sa solo Dio quanto abbiamo tutti bisogno oggi di ascoltare anche nella nostra vita questo grido insperato: “Non è qui!” ossia “smetti di cercare la gioia dove non c’è; smetti di leggere la vita attraverso lenti da miopi che difformano le cose; abbandona i tuoi schemi rigidi, le tue ossessioni, i tuoi riflessi incondizionati! La vita non sono i tuoi progetti e la felicità non è l’esito dei tuoi successi!”

“Non è qui!” è un annuncio che disorienta e spaventa, proprio come avvenne per le donne del racconto. Siamo tutti più tranquilli quando le cose procedono come ci aspettavamo.

Ma quella parole sono la cosa migliore che ci potrebbe accadere nella vita: come un forte folata di vento esse scombussolano le nostre carte, abbattono le nostre resistenze e ci immettono bruscamente nel tempo dell’Inatteso.

Buona Pasqua!

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