certo giornalismo…

La cosa più stucchevole di questi tempi, peggio pure dei politici che non sanno che pesci pigliare, sono i commentatori di vari natura che fanno loro la morale. Forti del fatto che posso dire qualunque cosa, tanto non porteranno il peso di alcuna decisione, spiegano, ovviamente col senno di poi, come sarebbero dovute andare le cose e quello che si sarebbe dovuto fare.

E così nella lista di coloro da bacchettare, prontamente etichettati come incompetenti ed inaffidabili, ci sono non solo i politici, ma anche i virologi, i sindaci, i medici ed una lunga lunga lista, tutti responsabili degli errori fin qui compiuti. I primi non hanno preso la decisione giusta, gli altri non hanno effettuato una corretta valutazione dell’impatto epidemiologico, gli altri ancora non hanno tutelato correttamente i pazienti e via discorrendo.

Ora: a parte il fatto che la perfezione non è di questo mondo e che è evidente che di errori ne sono stati sicuramente fatti (e non pochi), sputare ora sentenze così goffe e superficiali solo perché in questo modo si liscia il malessere che inevitabilmente questa situazione sta creando, ebbene mi pare un po’ troppo.

Fa ridere – onestamente talvolta pena – leggere sui quotidiani interviste o editoriali di chi la sa sempre più lunga degli altri, di chi “sapeva lui come andavano fatto le cose”, di chi, come i più classici “leoni da tastiera”, giudica le cose dall’alto della propria torre d’avorio, sapendo benissimo che potrà permettersi il lusso di dire tutto ed il suo contrario, tanto quello che scrive servirà per avvolgerci il pesce il giorno dopo.

Ci si appella alle responsabilità, al senso civico, all’amor di patria e poi non si perde occasione per accarezzare il proprio ego e cantare fuori dal coro. Facile criticare quando altri si sono trovati ad affrontare una pandemia dalle proporzioni inaudite, quando siamo stati aggrediti da un virus che nessuno conosceva prima, quando il paese è stato invaso da un nemico subdolo e infido che ci ha coinvolti ad una guerra casa per casa a cui nessuno di noi era pronto.

Intendiamoci: ci sono stati errori e sarà bene, a tempo debito, affrontarli senza risparmiare nulla a nessuno. Ma la protervia di certo giornalismo, soprattutto quando il paese è in trincea, risulta davvero indigeribile.

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