una repubblica fondata sul lavoro

Il primo articolo della nostra costituzione sancisce solennemente che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

Non è un orpello inutile quella sottolineatura, posta dopo la virgola, sull’elemento fondante la repubblica, ossia “il lavoro”. Se la prima parte della frase sottolinea la forma costituzionale del nostro stato (la repubblica) e la fonte della sovranità (il popolo), il riferimento alla dimensione del lavoro mette in evidenza il modo ordinario con cui ciascuno cittadino può contribuire alla vita della repubblica.

La nostra repubblica non si fonda sul capitale, sul mercato, sulla finanza, sulla proprietà terriera o finanziaria, su rendite o sui privilegi, né tanto meno su classi nobiliari o aristocratiche. La repubblica si fonda sul lavoro, nella sua dimensione più popolare ed democratica, come fatto emergente della persona umana, come sua dimensione costitutiva ed imprescindibile. Come a dire: “Vuoi contribuire al bene della comunità nazionale? Compi bene il tuo lavoro, con professionalità e correttezza, passione e lealtà.”

Se il lavoro è davvero alla base della nostra repubblica, allora ogni uomo che lavora, indipendentemente dalla sua mansione e posizione, contribuisce alla sua crescita e alla sua prosperità. Non importa che tu sia un insegnante o un operaio, un imprenditore o un sindacalista, uno spazzino o uno scienziato, un sarto o un idraulico, un poliziotto o un autista: qualunque sia la tua occupazione, per lo stesso  fatto che tu lavori tu stai contribuendo alla vita della repubblica.

Vi è dietro questo principio un chiaro riferimento a valori solidaristici e socialisti: l’enfasi del lavoro appartiene al linguaggio e ai principi della tradizione operaia, nelle sue molteplici matrici. Ma vi è pure implicato una chiara allusione ad una visione personalistica dell’essere umano: il lavoro è assai più di un impiego, molto più di un fatto puramente economico e sociale. Lavorare non è solo produrre beni materiali o guadagnare uno stipendio.

Il lavoro è anzitutto un’esperienza pienamente umana, fatta di mani, di intelligenza, di ingegno , capacità, passione, professionalità, progetti e realizzazione personale. Il lavoro è ciò che consente ad un uomo di esprimere pienamente se stesso e in tal modo contribuire in modo efficace al bene comune.

Quando il lavoro manca, non si inceppa solo la macchina della produzione e dei consumi, ma si preclude ad una persona un percorso di compimento personale e di cooperazione al bene di tutti.

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