i coniglietti e noi

Portando il cane a spasso in questi giorni mi sono accorto di una cosa sorprendente: i parchi attorno a casa mia sono pieni di coniglietti selvatici. Ieri sera ne avrò contati una ventina dentro il prato circondato dal nastro biancorosso che ne impedisce l’ingresso. Stavano in piedi nell’erba per nulla preoccupati del passanti che li ammiravano stupiti e meravigliati. Sembravano un plotone di quei nanetti da giardino che vedi in alcune abitazioni: alcuni stavano ritti, altri sdraiati o appallottolati, incuranti della minaccia di cani o uomini che solitamente battono quel terreno.

È proprio così: la natura ha fatto il suo corso senza lasciarsi condizionare dal coronavirus. Anzi, l’assenza forzata dell’uomo e della sua presenza invadente ha permesso un germoglio di vita davvero sorprendente: lo provano la nutrita colonia di coniglietti di fronte a casa mia così come l’erba e le piante che crescono abbondanti e selvagge un po’ ovunque.

Pare come se la ritrazione dell’uomo dall’ambiente naturale fosse coincisa con l’espansione della vita naturale; anzi, a dire il vero, sembra che proprio tale assenza sia stata il motivo di questa abbondanza di vita.

Fa pensare questa cosa, non trovate? Questo fatto forse ci costringe a prendere consapevolezza del potere e dell’influenza che ciascuno di noi, anche senza volerlo, ha sulla natura. La nostra sola presenza rischia di creare, in qualche modo, una specie di assenza di qualcun altro, della natura, degli animali o della vegetazione. In altre parole il nostro semplice esserci non è irrilevante per le altre creature, animali o vegetali, che abitano con noi. Come non ricordare a questo proposito i pesci che sono tornati ad abitare le acque di Venezia? O i delfini che possono giocare indisturbati nei mari aperti? O gli animali che si sono riappropriati del proprio territorio non più disturbati o minacciati dalla presenza umana?

Non sogno un mondo senza uomini, né una natura che cresca a discapito dell’umanità. Penso però che mentre stiamo gradualmente mettendo il naso fuori di casa, forse varrebbe la pena farlo con una maggiore premura e responsabilità verso coloro che la nostra presenza ha, involontariamente, allontanato.

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