le erbacce del mio giardino

Ci sono momenti della vita in cui occorre accontentarsi di vivere la cura per le piccole cose: sogni e ambizioni troppo alte non fanno per te in certi tratti dell’esistenza e una attenzione più modesta ed umile è quanto meglio si adatta ai tempi che stai attraversando.

Facevo questo pensiero mentre ieri facevo un po’ di giardinaggio nel mio piccolo pezzo di verde: sulle aiuole coperte di sassolini colorati sbucano erbe infestanti di ogni genere che chiedono una continua mondatura del terreno. Queste maledetti fili di erba crescono nascosti tra le pietruzze sicché per compiere una estirpazione completa (ma non duratura ahimè) occorre avere l’umiltà di accovacciarsi a terra e con calma e pazienza smuovere ogni sassolino finché non si raggiunge la radice e quindi strapparla. È un’azione lunga e un po’ estenuante per la quale non esiste alternativa, a parte una abbondante dose di diserbante sparso un po’ ovunque.

Ecco quindi che quel pezzetto di aiuola mi costringe periodicamente a questo lavoro di mondatura che so benissimo non essere definitivo ma di cui potrò godere i benefici solo per alcuni giorni.

Talvolta la cura delle presone assume questo tratto modesto e minimo, proprio come la mondatura del prato. Occorre trovare del tempo per fermarsi dalle solite faccende per dedicarsi unicamente a quella attenzione. Serve poi l’umiltà di “sedersi a terra”, di condividere quel tratto di strada che ti è concesso di accompagnare, senza troppa enfasi e senza la pretesa di occuparti di cose “alte”: si tratterà solo di prenderti cura di cose piccole piccole, di sofferenze e preoccupazioni che non hanno nulla di eclatante né drammatico; serve infine la pazienza di spostare ogni piccolo sassolino per capire le cose che devo essere rimosse: in certi momenti la cura verso le persone si traduce in questa gestualità minima, in quella premura per dimensioni banali, feriali, quasi scontate, che paiono tanto piccole da essere irrilevanti.

A me accade così: talvolta la cura ha il respiro della navigazione avventurosa in mari aperti mentre alte volte ha il segno del piccolo cabotaggio fatto sotto costa; vi sono momenti in cui puoi ardire a cose alte ed impegnative ed altri in cui ti è chiesto di rivolgere la tua diligenza verso dimensioni più modeste e apparentemente insignificanti.

Una cosa però l’ho capta: non mi è concesso il lusso di decidere come vivere questa passione e questo amore. La Vita, nella sua spesso incomprensibile enigmaticità, stabilisce tempi e modi dei nostri giorni e ci spinge a vivere un affidamento faticosamente fiducioso ed umilmente obbediente.

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