davvero nulla sarà più come prima?

“Non sarà più come prima” ci siamo ripetuti tante volte in questi ultimi mesi. Questa frase poteva suonare come un auspicio o una minaccia, a seconda di come essa giungeva alle nostre orecchie. Poteva rappresentare il grido impanicato che nasce dalla constatazione che la vita di prima ci è stata sottratta, forse per sempre; oppure poteva anche essere accolta come un desiderio, un appello alla speranza, affinché le cose negative fossero finalmente superate.

In fondo il senso di cesura legata a questa circostanza ci ha da subito offerto una possibilità, uno specie di chance per cambiare in meglio, per progredire, per correggere gli errori e scegliere una vita più sana e felice.

Eppure penso che la sfida del cambiamento non fosse custodita in quelle giornate buie e dolorose, quando onestamente non avevamo gradi possibilità di decisione o di iniziativa. Forse la vera sfida, la vera battaglia affinché “nulla sia più come prima”, inizia proprio adesso, proprio nel momento in cui il lockdown è stato allentato, in cui ci siamo riappropriati in parte della nostra vita e siamo tornati alle faccende di sempre.

Facile e comodo dire “nulla sarà più come prima” quando stavamo rinchiusi in casa, senza possibilità di movimento, senza la facoltà di compiere scelte, senza l’imbarazzo di decidere come comportarsi. Certo che nel giorno della quarantena “nulla era come prima”: come negarlo?

Ma il bello viene ora: ora che mettiamo il naso fuori di casa e che gradualmente rioccupiamo gli spazi lasciati liberi nei giorni della paura. È solo ora che la sfida si fa più dura e allo stesso tempo più seria. Perché ora quella libertà (benché minima) l’abbiamo; perché ora ci è concessa la possibilità di cambiare alcune cose della nostra vita; perché ora stiamo tornando “padroni di noi stessi”, sempre più pienamente responsabili della vita nostra e di quelli che stanno con noi.

Ho come l’impressione che la partita inizi proprio adesso: prima eravamo chiusi negli spogliatori a sognare di tornare in campo. Ora abbiamo rimesso i piedi sul campo di gioco ed abbiamo la possibilità di cambiare davvero le cose.

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