don’t panic!

La situazione è seria: nessuno vuole negarlo e onestamente coloro che rifiutano l’evidenza delle cose mi creano un certo fastidio. Basta aprire un giornale o una pagine internet per capire che le cose non stanno andando molto bene.

Ciò detto, è altrettanto vero, almeno a parer mio, che stiamo sprofondando in un clima di angoscia e di allarme che difficilmente ci aiuterà a superare la situazione difficile.

Alla mattina, dopo aver fatto colazione, ero solito leggere velocemente le prime pagine dei quotidiani online per vedere le ultime della notte. Confesso che da qualche giorno ci rinuncio: introietto una carica di negatività, di pessimismo e di angoscia che poi fatico a smaltire durante la giornata. Bastano poche righe per venire assalito da una quantità tale di dati, notizie, numeri, statistiche, previsioni tutte di segno negativo, che, volente o nolente, creano un senso di insicurezza, di preoccupazione e angoscia.

Non so, mi pare ci sia come la ricerca “scientifica” alla notizia che più inquieta, quella che maggiormente turba o disorienta. In fondo anche il mercato della comunicazione è, appunto, un mercato e probabilmente la notizia più urlata, quella più sguaiata la si vende meglio. C’è una enfasi, secondo me esagerata, per le cose che potevano essere fatte, per quello che non funziona, per i disservizi e le lentezze, per le inefficienze e gli errori. Intendiamoci: è giusto denunciare quello che non va, ma se il “background mood”, se il rumore di fondo, è tutto in quella direzione, capite bene che è difficile mantenere uno sguardo equilibrato.

La paura è una emozione positiva e diffido sempre di coloro che la evitano o la sottovalutano. Ma l’angoscia ed il panico annebbiano la vista, paralizzano gli arti, impediscono una ragionamento lucido ed una valutazione realistica. Vivere da gente angosciata non ci aiuta di certo ad attraversare il deserto della pandemia: si rischia di perdere la direzione di marcia, il senso del cammino, la meta da raggiungere.

La situazione è seria. Eppure occorre affrontarla con coraggio e saggezza, senza isterismi o eccitazione, avendo anche l’ardire di ignorare quelle voci che ci fanno stare male.   

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