Business is business

Lascia davvero sconcertati quello che è accaduto a Stresa. Non solo per la drammatica morte di molte persone tra cui diversi bambini – che già di per se stesso sarebbe una cosa drammatica – ma soprattutto per la spaventosa constatazione che ci sia stato un concorso umano a provocare la tragedia. Un freno di sicurezza disinserito per evitare che la cabinovia venisse chiusa con le inevitabili conseguenza economiche.

Stando alle notizia di stampa, pare che gli indagati abbiamo ammesso la colpa ed abbiamo confessato che la manomissione fosse dovuta alla paura di un mancato guadagno. Che dire di fronte a tanto?

Ricordi di maturità: la nostra insegnante di filosofia ci fece studiare per l’esame di stato il famoso testo di Max Weber “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”: come dimenticare un testo così famoso e dal nome così strano? Nel famoso testo Weber intendeva mettere in relazione lo sviluppo del capitalismo in alcuni paesi europei con la radice religiosa protestante prevalente in quei territori. L’etica protestante, con il valore “religioso” del successo negli affari e una significativa enfasi sulla libertà e sulla intraprendenza dell’individuo, avrebbe fatto da volano alla repentina crescita economico-finanziaria di alcune nazioni. Di contro, l’etica cattolica non sarebbe stata altrettanto favorevole per la crescita ed il progresso economico.

Mi è venuto in mente questo testo per uno strano accostamento con la notizia della tragedia di Stresa: l’etica e l’economia. Agli arbori della modernità e del capitalismo moderno, la dinamica economica non si pensava svincolata da questioni etiche e religiose: il testo di Weber è lì a dimostrare quella forte interconnessione tra iniziative economica e status etico, tra libertà di impresa e riferimenti morali.

Il post-modernismo e la sua cultura fluida ci ha orami convinto dell’indipendenza dei processi economici da qualunque riferimento etico o normativo. Business is business.. gli affari sono affari ed per il guadagno non si fanno sconti..

Uno degli imputati, credo per giustificarsi, ha dichiarato che nei giorni precedenti aveva fatto prendere quella funivia anche al figlio. Non so se quell’uomo riesca a cogliere la mostruosità dell’affermazione e che, se possibile, quella dichiarazione suona come una aggravante di una situazione già di per se stessa allucinante.

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