Fare niente per sentirsi vivi

C’è nelle vacanze una dimensione che purtroppo è negata e contraddetta, nonostante le intenzioni dichiarate da chi parte, prende le distanze dal quotidiano e dunque va in vacanza, intraprende il viaggio per vacare. In realtà vacare non è così facile, non è automatico, soprattutto se si pensa che contiene in sé l’idea del “far niente”.

Che cosa significa “far niente”? Significa darsi del tempo per non fare quello che fanno gli altri: fare il bagno, fare una passeggiata … “Far niente” significa sentire che si esiste, sentire che si è vivi e dunque godere di essere al mondo, assaporare l’istante. Durante tutto l’anno si agisce, si fa, ma si può anche “far niente”, cosa più facile da dirsi che da vivere. Ci sono uomini e donne che non riescono mai a “far niente”, perché agire li nutre; non hanno mai tempo per “far niente”, perché hanno sempre da fare, e così a poco a poco diventano incapaci di fermarsi dal fare.

Sì, ci sono uomini e donne che, giunti in vacanza, pensano subito a vuotare le valige, a mettere in ordine, a fare programmi, a stabilire cosa fare al mattino, a mezzogiorno, alla sera… E poi c’è l’erba del prato attorno a casa da tagliare, immergendosi in un rumore assordante; e si trovano molte altre cose da fare, pur di non fermarsi a “far niente”. “Far niente ci angoscia, fare molte cose ci rassicura. Faccio dunque vivo, e quando mi presento agli altri dico quel che faccio; se faccio nulla non so neanche parlarne, e poi mi prende la noia, la stizza …”.

Eppure fermarsi e “far niente”, in modo consapevole, significa sentirsi come un albero, una pietra, una cicala adagiata su un ramo, una nube in cielo: ci sono molti soggetti attorno a me che sanno “far niente”… “Far niente” diventa allora sentire un legame, una comunione con ciò che mi sta attorno. E sento di vivere, tranquillamente, mi sento contento di nulla e di tutto ciò che esiste. E capisco che passo giorni e giorni senza sentirmi vivere, senza essere consapevole che esisto e che è bello vivere: non sono una macchina che fa!”. Arte non solo per riposare il «far niente», ma arte per vivere e diventare sapiente.

Enzo Bianchi su Repubblica del 26/07/2021

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