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Un treno perso a tarda notte, una stazione che sta per chiudere, un musicista squattrinato che suona negli ampi corridoi deserti che portano ai binari. Nasce così l’incontro tra Brooke e Nick, nella romantica storia raccontata in “Before We Go”, un film del 2014 diretto da Chris Evans, interpretato da Evans e Alice Eve. Dal quell’incontro fortuito, quelle coincidenze che nascono quando meni te l’aspetti, nasce un relazione profonda, intesa, capace di cambiare la direzione della vita, il senso delle cose e lo sguardo sul futuro.

Brooke è una brillante esperta d’arte a cui qualcuno ha appena rubato la borsa con documenti e soldi; Nick un promettente trombettista, in città per una audizione programmata per il giorno successivo che ancora non sa se mai ci sarà. Brooke cela un dolore segreto legato alla sua vita matrimoniale e vorrebbe poter tornare a casa il prima possibile, o per lo meno, prima che il marito faccia rientro; Nick è intrappolato in una vecchia “storia d’amore”, terminata anni prima ma mai del tutto superata. Lasciando la Central Station di New York, dove la storia ha inizio, Nick e Brooke, con pochi soldi ma molta iniziativa, sperimentano una serie di tentativi per permettere alla donna un veloce ritorno a casa. Eppure la storia che ti lega allo schermo non nasce tanto dai rocamboleschi tentativi per trovare un mezzo alternativo di trasporto, quanto dall’intensa relazione che si crea tra i due protagonisti, la reciproca e progressiva rivelazione del proprio passato, dei nodi irrisolti e delle ferite che ancora sanguinano.

Benché assai diversi tra loro, Nick e Brooke sono entrambi intrappolati in una rete affettiva che li vincola, che impedisce loro di crescere e di evolvere: il passato resta una pietra che rallenta il cammino e non permette di aprirsi al futuro. Entrambi, pur con modalità diverse, sono chiamati a fare i conti con le proprie aspettative, i propri sogni traditi, ciò che si aspettavano e che invece non è stato raggiunto. È il percorso interiore dei due che ti cattura e ti affascina, sono quei piccoli passi resi possibili dal profondo legame che si instaura tra i due protagonisti. A volte serve davvero uno sconosciuto che permetta un nuovo inizio, una rinnovata fiducia, il raggiungimento di una nuova consapevolezza che da soli forse non avremmo mai guadagnato.

La notte termina e le luci dell’alba schiariscono l’orizzonte. Giunge il tempo dell’addio, quello in cui ciascuno può guardare in faccia al proprio destino con un coraggio ed una responsabilità nuovi. Ciascuno riprenderà il proprio viaggio,  affronterà le proprie paure e sconfiggerà i propri fantasmi.

Che bello se questo potesse diventare anche l’augurio per il nuovo anno che sta per iniziare! Che nel 2023 che ci attende alle porte, potessimo abbandonare le nostre finte illusioni, i sogni impossibili che ci tengono legati, quelle relazioni tossiche che tolgono ossigeno alla nostra vita; che nel nuovo anno potessimo tutti sperimentare un nuovo inizio, una piccola ma significativa rinascita, una umile ma preziosa ripartenza. Lasciando alle nostre spalle, tutte quelle cose che pensavamo e che invece non sono.


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