abbracciati sotto terra

Non appena le porte della metropolitana si sono aperte, il tempo ha cambiato ritmo. Lei è salita di corsa sulla carrozza e, senza esitazione, si è rifugiata tra le braccia del ragazzo che la stava aspettando. Come se quell’abbraccio fosse il punto d’arrivo di una lunga attesa. Come se tutto il resto potesse finalmente tacere.

Da quell’istante è nato un intreccio di gesti teneri e silenziosi: un abbraccio che si scioglieva appena per ricomporsi subito dopo, le mani che continuavano a cercarsi, i volti vicini, le labbra che si sfioravano con la naturalezza di chi si riconosce come casa.

Attorno a loro la metropolitana correva nel ventre della città. Le fermate si susseguivano, le persone salivano e scendevano, gli annunci interrompevano il rumore dei binari. Eppure, per quei due giovani, nulla sembrava esistere al di fuori di quello spazio minuscolo che occupavano insieme.

Era come se l’universo si fosse raccolto lì, in un solo metro quadrato. Due corpi stretti l’uno all’altro, due cuori che si ritrovavano, due sguardi capaci di dimenticare il mondo.

Osservandoli, ho pensato che gli abbracci hanno un potere misterioso. Non fermano il tempo, ma gli cambiano consistenza. Non cancellano le distanze, ma ci portano immediatamente nel luogo in cui desideriamo essere. Perché ci sono persone che, con la sola forza della loro presenza, riescono a farci sentire al sicuro. Persone che trasformano un vagone affollato in un rifugio, il rumore in silenzio, l’attesa in pienezza.

E forse l’amore, in fondo, è proprio questo: sapere che qualcuno ci aspetta, essere custoditi nel desiderio di un altro.

Ritrovarsi dopo una giornata qualunque e accorgersi che, per un istante, il mondo intero può stare dentro un abbraccio.

Lascia un commento

I’m Marco

Benvenuti in questo mio piccolo spazio virtuale che vorrebbe offrire sosta e ospitalità a pensieri ed esperienze capaci di custodire il senso ed i sensi della vita

Let’s connect