piano inclinato

Oggi rilancio qualche stralcio dell’editoriale di Repubblica a firma di Mario Calabresi, che trovo lucido e stimolante

“Viviamo tempi davvero difficili, in cui le democrazie e la coesione sociale sono sempre più fragili, tempi di polarizzazione e barbarie, di muri, di paure e rabbia. Tempi che richiedono generosità, pazienza, capacità di alzare lo sguardo e coraggio. Il coraggio, prima di tutto, di mettere da parte gelosie, rancori antichi, calcoli di piccola bottega e ridicole prove di forza. (…)

 Farebbero bene [i politici di sinistra] a non scambiare il silenzio dei loro elettori per assenso, quel silenzio è invece pieno di preoccupazione, di angoscia, di smarrimento. Farebbero bene a non calcolare possibili vantaggi elettorali contando su quelle donne e quegli uomini, perché molti di loro non li seguiranno, né da una parte né dall’altra. E a nessuno interesserà il rimpallo delle accuse. (…)

Non vincerà questa sfida chi terrà il punto fino all’ultimo, chi si mostrerà più risoluto e deciso, ma chi sarà capace di un gesto di apertura, di generosità e di composizione. Lasciate stare le vostre aritmetiche e aprite gli occhi, guardatevi in giro, uscite di casa, alzatevi da quei tavoli su cui fate strategie perdenti e mettetevi in ascolto. Basterebbe una passeggiata di un’ora per capire, basterebbe osservare il piano inclinato su cui sta scivolando il continente per rinsavire.”

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