Non so se capita anche a voi, ma ci sono quadri davanti ai quali viene spontaneo rallentare il passo. Non sono necessariamente i più famosi o i più perfetti. Semplicemente, hanno qualcosa che ti trattiene. Ti invitano a restare. O forse, ancora di più, ti invitano a entrare.

È una sensazione difficile da descrivere. Non guardi soltanto un dipinto: hai l’impressione di essere guardato da esso. Le pennellate sembrano aprire uno spazio nel quale vorresti abitare per qualche istante. Un paesaggio, un volto, una stanza illuminata da una finestra, una scena di vita quotidiana. Non importa il soggetto. Alcuni quadri possiedono una forza silenziosa che cattura il tuo sguardo e lo convince a non cercare altro.

Forse è proprio questo il potere dell’arte. Non impone, non costringe, non dimostra. Attrae.

E osservando questa dinamica mi è venuto da pensare che, in fondo, l’arte assomiglia molto all’amicizia e all’amore.

Anche le persone più importanti della nostra vita non sono entrate nel nostro cuore perché qualcuno ce le ha imposte. Le abbiamo incontrate e, quasi senza accorgercene, qualcosa ci ha attratti. Un modo di parlare, uno sguardo, una sensibilità, una presenza. L’amicizia nasce così. L’amore pure. Non per obbligo, ma per fascinazione.

Ci sono esperienze che non possono essere comandate. Nessuno può ordinarti di amare un’opera d’arte, una persona o perfino un’idea. Si può spiegare, argomentare, convincere fino a un certo punto. Ma il passo decisivo avviene solo quando qualcosa ci seduce, quando sentiamo il desiderio di avvicinarci, di conoscere meglio, di lasciarci coinvolgere.

Forse è così anche per tutto ciò che conta davvero nella vita. La fede, la bellezza, la verità, il bene non crescono dentro di noi perché qualcuno li impone con la forza. Mettono radici quando ci appaiono desiderabili, quando accendono una nostalgia, quando ci fanno intuire che lì c’è qualcosa che vale la pena abitare.

Per questo alcuni quadri continuano a parlarci anche dopo molti anni. Non ci hanno semplicemente mostrato un’immagine. Ci hanno fatto sperimentare che la bellezza possiede una forza discreta, capace di aprire strade senza fare rumore.

E forse questa è una delle lezioni più profonde dell’arte: le cose essenziali non si conquistano con la costrizione. Si incontrano lasciandosi attirare. Perché solo ciò che ci affascina davvero riesce a cambiare il nostro modo di guardare il mondo e, lentamente, anche il nostro modo di vivere.

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