Che cosa rende una vacanza una bella vacanza?

Istintivamente verrebbe da rispondere: i paesaggi mozzafiato, le città da scoprire, il mare cristallino, le montagne, i musei, il buon cibo. Oppure il divertimento, l’avventura, la possibilità di andare lontano, di cambiare orizzonte, di lasciarsi alle spalle le preoccupazioni che ci hanno accompagnato per mesi.

Sono tutte risposte vere. Eppure, forse, non sono le più importanti.

Può capitare di tornare da un viaggio ricco di luoghi visitati e fotografie scattate, ma con il cuore rimasto esattamente dov’era prima. E può accadere, invece, che una vacanza trascorsa senza grandi imprese lasci dentro di noi una pace profonda. La differenza, spesso, non la fanno i chilometri percorsi, ma le relazioni ritrovate.

Durante l’anno siamo travolti da scadenze, lavoro, incombenze, telefonate, notifiche. Corriamo da un impegno all’altro e, quasi senza accorgercene, finiamo per dare per scontate le persone che ci sono accanto. Ci abituiamo alla loro presenza e smettiamo di ascoltare davvero le loro parole, di intuire le loro fatiche, di condividere le loro piccole conquiste quotidiane.

La vacanza può diventare allora un tempo prezioso per rallentare. Per sederci a tavola senza guardare continuamente l’orologio. Per fare una passeggiata senza una meta precisa. Per ascoltare un figlio, un coniuge, un amico, con quell’attenzione che durante l’anno sembra sempre mancare. Per riscoprire il gusto di una conversazione che non sia interrotta dalla fretta.

Forse il vero riposo non consiste semplicemente nello smettere di lavorare, ma nel tornare ad abitare le nostre relazioni. Perché è nei legami che ritroviamo noi stessi. È nello sguardo di chi ci vuole bene che comprendiamo di nuovo ciò che conta davvero.

Una bella vacanza, allora, non si misura soltanto dai luoghi che abbiamo visitato, ma dalla qualità del tempo che abbiamo donato alle persone che amiamo. È bella nella misura in cui ci restituisce il desiderio di prenderci cura gli uni degli altri, di accorgerci delle piccole e grandi gioie, ma anche delle fatiche che ciascuno porta nel cuore.

Se al ritorno ci scopriamo più vicini, più pazienti, più capaci di ascoltare e di voler bene, allora quella vacanza avrà lasciato in noi il dono più prezioso. Non solo il ricordo di un luogo, ma la forza di ricominciare insieme.

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