non è mai solo un bacio

La chiesa è mezza vuota, come accade spesso in questo periodo di inizio settembre. Carla è seduta accanto al marito Mario che si occupa sempre con premura di lei. Carla ha qualche difficoltà cognitiva e di movimento; parla a stento e ha reazioni un po’ rallentate. Davvero assomiglia a quel uomo sordomuto di cui racconta oggi Marco nel suo vangelo. Mario da parte sua è sempre premuroso e dolce, attento ad ogni necessità della moglie e rivolge verso la consorte una cura ed un garbo che sono a metà strada tra l’eroico ed il santo.

Carla partecipa alla messa sempre un po’ in fondo alla chiesa, con uno sguardo che non sai bene interpretare: se perso nei suoi pensieri o coinvolta dal Mistero che si sta celebrando. È una domenica un po’ come tutte le altre, solite persone, soliti gesti, solite cose.  Qualche panca più avanti scorgo l’esile figura di Giovanna, sguardo sempre sorridente e fare deciso. È una habitué di questa messa e anche lei, come tutti, ama il suo posto, tendenzialmente a metà chiesa.

Giunge il momento dello scambio della pace e dopo aver dato la mano ai suoi vicini, Giovanna si volta e lancia un veloce gesto di saluto e di pace a coloro che siedono sulle panche dietro. Carla risponde a quel gesto ma si coglie subito che qualcosa non la soddisfa; confabula sottovoce con il marito e alla fine la vedo uscire dalla panca un po’ barcollando per dirigersi verso le panche avanti. Raggiunge Giovanna e le mette gentilmente una mano sulla spalla, facendo trasalire l’amica che evidentemente, non si aspettava questa “visita”. Carla allunga la mano verso Giovanna per un nuovo segno della pace: è chiaro che quel gesto a distanza non l’aveva soddisfatta a pieno. Ed è lì che, nel mezzo della liturgia, accade l’Inatteso: Giovanna allunga le braccia e avvolge Carla in un caloroso abbraccio e le stampa sul viso un bacio grosso e rumoroso. Carla torna al suo posto, questa volta con lo sguardo soddisfatto e compiaciuto. Era quello il segno di pace che si aspettava, quello ciò di cui aveva bisogno.

Osservo commosso l’accaduto, come se qualcosa di straordinario fosse avvenuto tra le panche della chiesa. Mi chiedo, se con quel bacio, Dio abbia anche oggi voluto guarire la nostra sordità e le nostre balbuzie, come un nuovo miracolo della sua Misericordia.

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