il lato oscuro della luna

La malattia è quella cosa che ti costringe ad affrontare la dimensione onerosa e faticosa dell’amore, quell’aspetto che non trovi scritto sui baci perugina né pubblicizzati in internet tra le frasi strappalacrime.

Nella malattia l’amore è talmente esigente da diventare violento, da non lasciarti tregua, da essere così abrasivo che vorresti potertene allontanare, come un irriflesso movimento di protezione della tua vita, come una difesa di te stesso e del tuo mondo.

Quando conosci l’amore ed impari a padroneggiare il suo linguaggio, ecco, esso appare come un campo fiorito a primavera, emana profumi intriganti e suadenti, mostra un fascino che lo rende irresistibile. C’è una bellezza in quell’amore che te lo rende gustoso al palato,  magnetico allo sguardo, piacevole al tatto. Tutti i sensi ti spingono tra le sue braccia, come la promessa di un abbraccio pieno e gratificante.

L’infermità cambia il volto delle cose e ne mostra tratti che stridono con il loro originale palesarsi: il campo fiorito diviene una landa solitaria e inospitale; senti un lezzo fastidioso e insopportabile, la bellezza di un tempo si è tramutata in un ghigno sospetto e irriconoscibile. Cambiano le cose, esse perdono il loro suadente fascino e tutto diviene fatica, aridità, pena e tristezza.

Ci sono facce dell’amore che non conoscevi, di cui non immaginavi l’esistenza e che proprio la malattia sa rendere presenti nella tua vita, in un movimento di fatale avveramento. Sì, percepisci una specie di “rivelazione”, di manifestazione del “lato oscuro della Luna”, quello che nessuno descrive o di cui canta poemi. Scopri un mondo “altro”, mondo duro e resistente, esigente e sfidante, mondo che ti piaga e ti dissecca, che prosciuga quelle sorgenti di senso e di volontà che ti tengono in vita.

E suona quasi scandaloso pensare che anche questo è amore, anche questa è passione per la vita, anche questo è dono gratuito di sé verso l’altro. Non c’è poesia, nessuno slancio, nessun affascinamento: solo fatica e sacrificio.

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