con passo placido…

Stamattina giungo con la solita fretta in stazione per prendere il treno verso Milano. Faccio appena in tempo ad entrare nel parcheggio che tutta la carreggiata della strada viene pacificamente invasa da un nutrito gregge di pecore che proviene da uno dei campi confinanti con la stazione. Volente o nolente la piccola stradina che collega il mio paese con la stazione viene invasa da questa nuvola di belanti animali che procedono preceduti da un pastore che detta il passo e accompagnato da un gruppo di attenti cani pastore che vigilano affinché nessun animale resti indietro o esca dal gregge.

Bastava arriva qualche secondo dopo e sarei rimasto anch’io intrappolato lungo la strada e avrei perso, con molta probabilità, il mio treno verso l’ufficio.

Mi ha fatto una certa impressione osservare la fretta con cui ogni giorno i pendolari per Milano giungono in stazione, parcheggiano la macchina e corrono sui binari per non perdere il treno e il sereno e tranquillo andamento di queste pacifiche bestie, che belando e ruminando qualcosa per terra, si spostavano con fare placido e pigro, per nulla preoccupate del disagio che stavano creando a noi passeggeri e nient’affatto assalite da quella maledetta ansia che prende tutti all’inizio della giornata. La loro vita scorre calma e flemmatica, obbedendo ai tempi che la natura ha previsto per loro, sospinti in avanti dalla voce del pastore e dall’abbaiare del fedele cane, ma senza scomporsi troppo né manifestare particolare angoscia per quanto accade attorno.

Certo nessuno sogna di assumere il loro stile di vita, né di diventare membro di quella singolare comunità. E tuttavia un po’ di invidia la provo per quel vivere il tempo con semplicità e placidità. Viviamo un’esistenza frenetica, sempre di corsa, sempre in ritardo, con la mente ed il cuore invase dalle cose che dovremo fare di lì a breve. E così ci perdiamo le cose che ci accadono attorno, il nostro sguardo passa fugace sul mondo in cui viviamo, incapace a posarsi un attimo per contemplare o anche solo per osservare.

Percorro quella medesima strada che mi porta in stazione due volte al giorno: la mattina di corsa per non perdere il treno; la sera, stanco ed esausto dalla giornata, per tornare a casa. In entrambi i casi la attraverso incurante di tutto e di tutti, preso dai miei pensieri e sequestrato dalle mie preoccupazioni. Chissà cosa avranno osservato quelle benedette pecore mentre calpestavano lo stesso pezzo di terra e quando, con passo tranquillo, avranno percorso il mio medesimo tragitto… chissà quanti dettagli e quanti particolari saranno caduti sotto i loro occhi, quante minuzie che a me sfuggono avranno scorto…

Il mondo ha tutta un altro aspetto se lo abiti con uno stile pacato: scopri che esiste un “universo” dietro alla cose che hai sempre osservato distrattamente, un universo che talvolta cela intriganti sorprese.

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