il sorriso di Maria

Chissà se Maria si sarà accorta della carica rivoluzionaria delle sue parole, del suo potere eretico, forse addirittura eversivo. D’altra parte ce l’ho appena ricordato Papa Francesco, in una delle sue ultime catechesi: dove c’è il Vangelo c’è sempre una rivoluzione. E nelle parole di Maria di Vangelo ce n’era a piene mani! Certo, un Vangelo umile, nascosto dentro i gesti e la sensibilità della giovane donna, ma un Vangelo ricco e forte, un Vangelo generosamente accolto e sapientemente donato, un Vangelo (magari Maria non ne è pienamente consapevole) che mostra i tipici tratti decisi del padre Gaetano, che dal Cielo certamente custodisce e ispira tutta questa passione.

Maria ha deciso di spendere qualche settimana della sua ricca giovinezza in India, servendo i più poveri tra i poveri, a Calcutta, in una delle metropoli dove la povertà mostra il suo volto più duro e crudele. Studente al quinto anno di medicina, aveva deciso da tempo di dedicare il suo tempo a questa “avventura umanitaria” e, quando quest’estate le condizioni lo hanno permesso, ecco che il suo sogno si è realizzato. Maria è partita, con quello slancio e quella sana incoscienza che solo in giovinezza puoi avere, incurante di rischi, pericoli e malattie. È partita per un senso di giustizia e solidarietà, che non ti lascia indifferente di fronte alla sofferenza del fratello, ma che, anzi, ti spinge a condividere, a con-patire e spartire quel poco che si ha, con semplicità e letizia di cuore.

Ed è proprio questo sguardo sull’altro, quel sorriso benevolo e accogliente che Maria ha più volte mostrato durante il suo racconto, il tratto davvero rivoluzionario. Sono giorni in cui una quarantina di disperati sono prigionieri su una nave,  “perché per loro non c’era posto nell’alloggio” (cfr. Lc 2). E questo in nome di un egoismo vergognoso, ammantato di sicurezza e di buon senso. Eppure, e questo è consolante, c’è chi chiude la porta di casa propria e chi, per opposto, sceglie di uscire dalla propria casa, per incontrare l’altro là dove egli vive. Due movimenti opposti: quello dell’allontanare quello dell’avvicinarsi,  quello che crea distanze e quello che genera prossimità.

Oggi serve essere eretici per parlare di accoglienza, per vivere una solidarietà semplice ma fattiva. Eppure quanto ne abbiamo bisogno oggi di questa eresia, della follia della fraternità, dell’insensatezza della condivisione e dello scandalo della gratuita! Sì, oggi abbiamo tutti bisogno di questi rivoluzionari, di questi folli ed eretici, di questi sovversivi dell’amore e di questi profeti di una umanità rinnovata. Grazie Maria!

VISITATE il sito di PROJECT FOR PEOPLE: http://www.projectforpeople.org/ 

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