In viaggio – 7

Visibile ed invisibile.

C’è un altro tratto che caratterizza il passo del viaggiatore rispetto a quello del turista.

Chi si mette in cammino per turismo va alla ricerca di quanto cade sotto i suoi occhi: monumenti e paesaggi, chiese e castelli e conserva la loro memoria nella propria mente o nella propria macchina fotografica.

Coloro che invece hanno il piglio del viaggiatore é come se si dotassero di speciali occhiali che permettono loro di vedere oltre le cose, di contemplare quanto si nasconde sotto l’epidermide del reale. Essi sanno “sentire” la cultura in cui sono immersi, sanno “odorare” i valori di cui é intriso un popolo, riescono persino ad immergersi nei sentimenti collettivi e a nutrirsi della spiritualità di quella comunità che attraversano lungo la via. Il viaggiatore è capace di scorgere quanto si cela sotto la crosta delle cose per afferrarne come il tesoro nascosto, sapendone assaporare e gustare il sapore.

Il turista vede ciò che appare. Il viaggiatore vede ciò che non è possibile vedere.

Sono debitore per questa bella intuizione a mons. Giuseppe Pasotto, amministratore apostolico del Caucaso.

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