Pensieri e Silenzi

passi nel buio

Sono uscito per una passeggiata quando già il sole era basso e le prime ombre iniziavano ad invadere i campi attorno a me. Insieme ad un amico ci siamo immersi in quella strana atmosfera che crea il sole quando incontra la terra, illuminati da una luce tenue, sempre più tenue, che adombra le cose, avvolgendole in un manto che ne protegge i colori e le forme. Muoviamo i passi in un ambiente che si fa, minuto dopo minuto, sempre più opaco, solitario, silenzioso e fosco. Entriamo dentro una atmosfera che perde concretezza, spessore, realtà. Camminiamo e parliamo, parliamo e camminiamo, e il nostro discorrere viene come inghiottito dalle ombre, circondato da un’aria strana, da un’assenza di luce che, inevitabilmente, condiziona la parola.

Accade sempre così: quando uno dei nostri sensi si attenua, gli altri, come a compensare la perdita, diventano più vigili, più sensibili e ricettivi. E così, a motivo della cecità degli occhi, si attiva la ricettività dell’udito, quell’attenzione ai suoni che probabilmente non avresti mostrato in piena luce. Ogni parola esce dalla bocca pesante, forte, intesa, perché è capace di rimbombi inauditi, di echi penetranti e di risonanze vivide. Odi il ritmo delle parole, il tono della voce, i sussulti e le pause, le intonazioni e quelle piccole variazioni che mai avresti notato. Anche la conversazione si fa più lenta, intima, personale, perché l’oscurità dei campi in realtà propizia uno sguardo introverso ed accende una luce intensa sull’anima. Le parole escono come suoni anonimi giacché perdono la connessione con il viso e con la sua espressività. Rossore e vergogna, imbarazzo o pudore smettono di essere delle staccionate che limitano il dire. Nel buio forse puoi dire un po’ quello che vuoi, quello che lo spirito ti suggerisce, quello che dal cuore trabocca. Parli ed affidi le tua parole all’altro senza poter controllare la sua reazione, senza poter misurarne l’effetto. Dici e ti affidi, proprio come fa il piede che, ormai maldestramente guidato dall’occhio, si affida alla strada che sente sotto di sé.

Camminiamo e parliamo e celebriamo l’incontro delle anime, la sintonia delle parole e l’intimità dei cuori che solo la notte regala.

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