navigare nel mare dell’esistenza

“La nostra bulimia di informazione ha diminuito la sapienza, cioè la capacità di andare in profondità, di cui la connessione continua è un seducente surrogato che ci costringe in un eterno presente.

Abbiamo la nostra mappa in scala uno a uno in versione smartphone (che scorgo anche nelle tasche di bambini delle elementari), e ci guardiamo attorno, spaesati, sperando che qualche forma umana ci indichi la direzione per tornare a casa, o, semplicemente, per sentirci a casa dovunque siamo.

Non voglio demonizzare nulla, amo questo mondo e questi strumenti, ma se non sappiamo come servircene per navigare nel mare dell’esistenza, finiscono con il possederci, anziché esserci utili ad avere presa sulla realtà.

Il mondo è un luogo abitabile solo per chi coltiva la propria vita interiore, sia che in tasca abbia uno smartphone sia che abbia solo le sue mani. La connessione immediata con tutto il mondo, senza sentirne il peso, la consistenza, l’odore, il sapore, il rumore e la fatica, indebolisce la possibilità di meraviglia e quindi di rapimento e, soprattutto, mette a rischio la capacità di sentirsi parte di una storia, con la sua profondità di passato e di apertura al futuro.”

Alessandro D’Avenia

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