journal de bord – 3

Siamo così giunti a Barcellona, meta del nostro viaggio, città incredibile e vitale, che mi incanta e mi affascina ogni volta che la visito. Sarà la luce intensa che la attraversa, sarà la vita vivace che pulsa ad ogni ora tra le sue vie, sarà quella sensazione di trovarti un po’ al centro del mondo, in un luogo in cui le lingue, i volti, le provenienze, gli accenti si mescolano in un crogiuolo di razze ed idiomi…. Sarà che amo quell’energia che anima ogni cosa, ma la città catalana è davvero tra i miei posti preferiti.

Qui antico e moderno di mescolano in un modo assai singolare: c’è storia e tradizione ma anche innovazione e rottura; c’è passato e patrimonio ma anche futuro e speranza, forse anche grazie alla popolazione giovane che ama viverci. Barcellona è una città che guarda avanti, che precorre i tempi, che respira il futuro a pieni polmone, che scruta il domani con spavalderia e spensieratezza.

Eppure vivere Baccellona è più che camminare tra le sue strade, visitare i suoi musei o i suoi palazzi, affollare i luoghi più famosi o ammirare i suoi capolavori d’arte. Per me vivere la città, e Barcellona in particolare, è respirare la sua aria, sentire il suo clima, lasciarsi coinvolgere dal suo ritmo, talvolta frenetico e talvolta contemplativo. Vivere una città è un po’ scegliere di accordare le priorie corde sul ritmo che ti sta attorno; è provare nuovi sensi e nuovi sentimenti; è lasciarsi sedurre dal suo fascino, danzare al suo passo, modulare il tuo battito con il suo.

Sì, perché, in fondo, una città che non ti cambia (almeno un po’) dentro è solo un posto dove stare e non un luogo da abitare. Abitare un “dove” è sperimentare una certa osmosi, grazie alla quale quanto sta “fuori” influenza ciò che ti porti “dentro”; abitare è creare ponti con la realtà che ti circonda, abbassando quel ponte levatoio che avevi issato per isolarti dal mondo.

Ecco: lasciarsi contagiare da Barcellona è una esperienza unica e piacevole, niente affatto minacciosa o inquietante:  è come ricevere l’invito ad un ballo che usualmente non fai, ma che risveglia nel tuo corpo adrenalina, coraggio e speranza.

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