ma perché non sbagli?

Uno dei ragazzi della nostra squadra di basket è stato selezionato per la rappresentativa regionale, sicché, qualche giorno fa, Gianluigi, in quanto responsabile della squadra, lo ha accompagnato nel “tempio del basket” di Varese per gli allenamenti. Ieri mi raccontava dei piccoli “fenomeni” che erano stati convocati e dei talenti che ci sono in giro. Ci sono ragazzini che possiedono delle abilità cestistiche notevoli e strabilianti, fanno movimenti con una padronanza ed una velocità sorprendenti, roba da restare senza parole.

Mi diceva poi di un fatterello accaduto durante gli allenamenti e che ha attirato la sua e di conseguenza la mia attenzione al sentirlo narrare. Ad un certo punto, l’allenatore della rappresentativa, di fronte ad un giocatore che eseguiva l’esercizio proposto con una maestria onestamente imbarazzante, lo ha rimproverato dicendo: “Ma perché non sbagli? Vuol dire che non stai facendo bene l’esercizio!”.

La cosa suona strana a primo acchito ma, se ci pensate bene, riflette una logica sensata e condivisibile: se esegui un esercizio senza sbagliare significa che lo stai facendo “senza sforzo” utilizzando le tue capacità, ottime ma  già acquisite.  Ogni esercizio invece dovrebbe lavorare su quella zona liminare che ha a che fare con i nostri limiti, dovrebbe farci sperimentare quella zona di “fondo scala” nella quale siamo chiamati a superare i nostri confini, a superare noi stessi e a migliorare le nostre capacità.

Guardate che questa è una perla che faremmo bene a tenere in tasca ed usare all’occorrenza, non  solo sul campo di basket.

Significa saper guardare con occhi nuovi ai nostri fallimenti e ai nostri successi. Dietro quel “perché non sbagli?” si nasconde l’idea che talvolta i nostri successi celano la nostra volontà di battere sentieri conosciuti e noti, che percorriamo ad occhi chiusi e senza fatica; così come alcuni fallimenti o alcuni errori sono segnali positivi che testimoniano che abbiamo intrapreso un sentiero nuovo, innovativo e non battuto ed è quindi normale che commettiamo imperfezioni e sbagli.

Capite come possiamo guardare ai nostri insuccessi in modo “originale”? Essi non sono solo la prova del nostro fallimento ma potrebbero anche indicarci che stiamo crescendo, che ci stiamo sperimentando su attività nuove, che stiamo cambiando e che ogni cambiamento, in quanto tale, richiede una normalissima dose di impreparazione, approssimazione ed  inesattezza.

Attenti allora ad essere troppo severi con i nostri errori e con quegli degli altri! Quello sbaglio potrebbe insegnarci più di quanto pensiamo…

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