provare per credere!

Chi ha qualche anno alle spalle e qualche capello bianco in testa ricorda che tempo fa in tv (soprattutto quelle locali) passava un spot pubblicitario di un nota (allora) catena di mobili, in cui uno strano e buffo personaggio chiudeva ogni spot con la frase “provare per credere!”. Fa ridere oggi ripensare a quella pubblicità così “elementare” e modesta (comunque efficace se ancora oggi mi ricordo lo slogan), soprattutto se paragonata ai sofisticati e mirabolanti messaggi pubblicitari che oggi ti bombardano la testa in tv o sul web.

Eppure quella frase, diventata un tormentone per tutta una generazione, contiene qualcosa di prezioso da non perdere o dimenticare.

Vi sono scelte nella nostra vita che possiamo affrontare seguendo una logica “ vedi e poi decidi”. Succede quando comperiamo una macchina, scegliamo un viaggio, acquistiamo un vestito o facciamo la spesa. Grazie ad un approccio “scientifico”, possiamo valutare una circostanza, una cosa, un fatto e giungere così ad un decisione. In un certo senso facciamo appello ad una verità di natura logico-scientifica: vedi, studia, approfondisci, capisci e quindi decidi. Tutto chiaro, tutto lineare.

Vi sono tuttavia altre esperienze della nostra vita (e guarda caso quelle più significative ed importanti) che seguono un percorso differente: potremmo dire “prova e poi decidi”. Ora, capisco che l’accostamento può sembrare blasfemo (Guido Angeli e Aiazzone con il Figlio di Dio) ma badate che è quello che più o meno accadde quando i due discepoli (all’inizio del vangelo di Giovanni) chiesero al Maestro “dove abiti?” (ossia chi sei, qual è la tua identità e la tua provenienza, giacché uno “è” a seconda di “da dove è”…). Il Maestro rispose: “venire e vedrete!”. Non “vedete e poi venite!”.

Questa logica “alternativa” entra in gioco tutte le volte che attiviamo delle relazioni con le persone, cominciamo amicizie o amori…insomma tutte quelle volte che viviamo esperienze che attengono alla dimensione di senso della nostra vita.

In questi casi la verità del fatto, dell’incontro, della persona o della relazione emerge solo nella misura in cui ci si affida ad esso. Non esiste una verità “a prescindere” ma essa diviene tale solo nel momento dell’affidamento. È quello che è accaduto quando ciascuno di noi ha incontrato la donna o l’uomo della propria vita: è solo quando ci siamo compromessi in quel rapporto che la verità del legame è emersa con chiarezza e profondità. Nessuna analisi preliminare ci avrebbe mai condotto a metterci in gioco con la persona che amiamo. Quando abbiamo attivato la nostra libertà, solo allora la nostra decisione si è rivelata vera ed affidabile.

Suona un po’ strano ma è così: certe cose le si capisce solo quando le si sceglie.

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