la vita al tempo del coronavirus/4

*** IL CONTATTO ***

Come è strana le memoria: in questi “giorni da coronavirus” mi è venuto in mente l’esperimento di Harlow sui macachi…non so se ne avete mai sentito parlare…

L’esperimento è piuttosto complesso ma la faccio semplice: Harlow mise in una gabbia alcuni cuccioli di macaco e studiò (siamo a metà del secolo scorso) le loro reazioni quando la mamma veniva tolta dalla gabbia e sostituita da altri “oggetti” che simulavano la presenza materna. Ebbene, Harlow osservò una cosa straordinaria relativa all’allattamento materno: esso non serve solo per dare cibo e nutrire i piccoli ma principalmente per garantire un contatto pelle e pelle grazie al quale essi potevano sentirsi rassicurati e protetti.

Infatti quando venne dato ai macachi la possibilità di scegliere tra una “mamma surrogata” fatto di metallo che donava latte ed una “mamma” coperta da un caldo pelo, ma senza latte, ebbene i piccoli scelsero senza dubbio la seconda.

Mi tornava alla mente questo dettaglio pensando proprio alla privazione di contatti che l’attuale situazione ci sta forzando a vivere: alcuni di noi se ne stanno rinchiusi in casa ma anche chi esce liberamente soffre i contatti troppo stretti. In questi giorni è bene stare alla larga dalle persone, evitare ogni vicinanza o sfioramento.

Siamo anche noi come i piccoli macachi, costretti a sperimentare un ambiente deprivato di contatti caldi e rassicuranti. Le persone che solitamente frequentavamo, gli amici con cui stavamo, i colleghi di lavoro o i compagni di palestra, tutti loro sono come stati “tolti dalla nostra gabbia” nella quale sperimentiamo ora un po’ più di solitudine.

È proprio vero che siamo degli esseri complicati: spesso la gente ci infastidisce e ci disturba ma se siamo costretti a vivere qualche giorno in isolamento, ecco che sentiamo subito una tristezza nel cuore ed una solitudine ci assale l’animo. È proprio in queste occasioni che comprendiamo quanto ogni singolo tocco, ogni piccolo contatto ci sostiene e di permette di vivere una vita serena e pacifica. Il contatto dell’amico, la vicinanza di chi vogliamo bene, l’abbraccio fraterno o amicale, sono tutte cose preziose quanto il cibo che ci nutre: senza di esse non solo ci intristiamo e proviamo malinconia e mestizia, ma fatichiamo ad aprirci con fiducia e speranza al domani. Benedetti abbracci!

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