ci serve solo un po’ di silenzio

Penso che talvolta ci serva solo un po’ di silenzio, un tempo di sosta, un periodo in cui sospendere la corsa continua e frenetica per prenderci del tempo vuoto, libero, disponibile per altro, per tutte quelle cose che la vita quotidiana non ci consente. Talvolta abbiamo solo bisogno di silenziare quelle voci che continuamente ci assalgono, quella fama di fare e di dire che sequestrano la nostra mente ed il nostro cuore. Ci serve ogni tanto saper fermare il treno, interrompere la sua marcia delirante per non sappiamo neanche bene noi dove. Perché, in fondo, è questo quello che accade: ti trovi iscritto ad una corsa di cui non conosci il premio né la meta, come se quel procedere frenetico e compulsivo fosse il senso del tutto.

Sì, ogni tanto ci serve silenzio, quel “vuoto” di cose e di parole capace di generare nuovi pensieri, nuovi sentimenti e nuove consapevolezze. “Natura vacuum abhorret”, la natura rifiuta il vuoto, dicevano gli antichi, sicché ad un pensiero passato ne deve seguire immediatamente un altro, ad una azione quella successiva, ad un progetto il seguente, in un susseguirsi perenne e spesso ripetitivo.  

Penso che invece, talvolta, occorra avere il coraggio di abbracciare quel vuoto che ci circonda, anzi, spesso lo dovremmo desiderare e ricercare come la più preziosa delle nostre guarigioni. Ci serve silenzio per rimettere la palla al centro, per ricalibrare progetti e sentimenti, per pesare i pensieri e trattenere solo quelli “severi”, per guardare con un po’ di distacco alla nostra esistenza e rimirare lo spettacolo delle nostre vite.

Ci serve silenzio per interrompere quella distrazione che ci fa sempre guardare altrove, che ci porta sempre lontano da dove siamo e da dove dovremo essere. Ci serve silenzio per riappropriarci della parola e delle punteggiatura, di quella pause e quelle sospensioni che non siamo più capaci di inserire nei nostri discorsi.

Ci serve silenzio per riabbracciare le nostre ferite, lenire le nostre piaghe, curare le nostre zone erronee; ci serve silenzio per trovare tempo, tempo per il nostro spirito, tempo per abitare l’Oltre, tempo per sentire ancora quella Nostalgia che ormai è straniera nelle nostre anime.

Ci serve solo un po’ di silenzio: un silenzio povero, mite, umile, dimesso e mansueto. Un silenzio che sia grembo fecondo, luogo in cui sanare quella sterilità che la frenesia moderna ci fa sperimentare.

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