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Continue reading →: Dobbiamo essere felici ma non ciechi.Ha ragione Antonio Martino quando scrive sul sito dell’ACI: “Dobbiamo essere felici, sì. Felici perché la carneficina è cessata, perché la tregua è stata firmata. Dobbiamo essere felici, dunque, ma non ciechi.” Per la prima volta dopo due anni, il cielo sopra Gaza tace. Nessun boato, nessun lampo nel buio.…
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Continue reading →: L’orrore accanto a casa: ci stiamo assuefando al dolore?Come si può convivere con una tragedia che avviene a pochi metri da casa propria? Come si riesce a restare indifferenti di fronte a un eccidio che si consuma accanto a noi, nei luoghi stessi in cui viviamo? Uno dei drammi più inquietanti di quanto accade oggi in Israele non…
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Continue reading →: Gaza, Abacuc e noiIl grido del profeta Abacuc, che oggi la liturgia ci consegna, sembra scritto per i nostri giorni. Benché risalga a più di ventisette secoli fa, quel testo potrebbe aprire l’editoriale di qualunque quotidiano contemporaneo, tanto è attuale l’invocazione di fronte al male e al dolore che travolgono il giusto. «Perché…
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Continue reading →: La flotilla e il valore dei simboliGentile Presidente, come ben sa anche lei, nella vita esiste il valore dei simboli. Oltretutto lei proviene da una cultura politica che ha fatto largo uso di questa dimensione simbolica ed evocativa, e che conosce bene la forza che può avere un gesto, un’immagine, una parola pronunciata nel momento giusto.…
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Continue reading →: il ragazzo della FollettoIl ragazzo davanti a me, seduto sulla carrozza del treno, ha un viso fresco e giovane. Sorride, ma nel suo sguardo si legge una certa preoccupazione. Lo osservo mentre, con una cura quasi ossessiva, prova e riprova il nodo della sua cravatta nuova: un gesto che tradisce più emozione che…
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Continue reading →: elogio della prevedibilità«Quanto sei prevedibile!». Quante volte usiamo questa frase per etichettare qualcuno come banale, noioso, incapace di sorprenderci. In un mondo che esalta l’originalità, l’imprevisto, la rottura degli schemi, la prevedibilità sembra un difetto, una forma di mediocrità. Eppure, come ricorda il filosofo e sociologo tedesco Niklas Luhmann (1927–1998), la prevedibilità…
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Continue reading →: la tazza di cartaAnni fa partecipai a una conferenza in cui un ex Sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti stava tenendo un discorso. Era un uomo che aveva ricoperto una delle cariche più alte del Paese, responsabile di migliaia di vite e di miliardi di dollari. Sul palco, però, non parlò di potere…
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Continue reading →: La bicicletta e lo smartphoneNel 1973 Ivan Illich, filosofo e pensatore radicale, pubblicò “Energy and Equity”, un libro destinato a lasciare un segno nella riflessione sul rapporto tra tecnologia, società e libertà. In quelle pagine, che oggi possono apparire profetiche, Illich elabora una critica profonda alla modernità, introducendo la nozione di “tecnologie conviviali”: strumenti…
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Continue reading →: in piazza per GazaConfesso di aver provato una certa consolazione nel vedere, questa sera ai telegiornali, migliaia e migliaia di persone scese in piazza, spesso sotto una pioggia torrenziale, per esprimere solidarietà alla popolazione di Gaza. Non parlo di quel branco di imbecilli per i quali ogni occasione è buona per atti violenti.…
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Continue reading →: Kirk e l’illusione di avere sempre ragioneSapete come funziona: basta soffermarsi qualche secondo su un reel di Facebook o di un altro social, e subito vieni travolto da un’infinità di video simili, che ti catapultano in un loop da cui è difficile uscire. È quello che mi è capitato dopo aver ascoltato, più del dovuto, un…






