tutta questione di sguardi

Talvolta è il nostro sguardo a fare la differenza, è il modo in cui guardiamo il mondo a determinare ciò che sta in fronte a noi.

Ogni situazione ci si presenta nella sua irripetibile ed irriducibile diversità, come qualcosa che mai afferreremo o comprenderemo a pieno. È il nostro sguardo a trasformare quella situazione, quella persona quell’evento in un problema o in una risorsa, in un tesoro da cui estrarre beni preziosi o una discarica in cui vediamo ammassati povertà e scarti.

Il nostro sguardo ha il potere di essere distaccato, giudicante, cinico, crudo e svalutante. I nostri occhi sanno vedere limiti e fragilità, mancanze ed insufficienze, con spietato realismo e con soddisfatto cinismo. Ci può essere quasi un intimo compiacimento nell’accorgersi che le cose non sono perfette, che la realtà è manchevole, quasi fosse la conferma della nostra disincantata impudenza. Questo sguardo ama creare distanze, istituire lontananze, reciproche indifferenze; si delizia nel costruire muri che definiscono un “noi” ed un “loro”, prediligendo confini, limiti e frontiere.

Ma il nostro sguardo sa essere anche coinvolto e partecipe. Ha il potere di abbracciare ciò che osserva, sentendolo, a suo modo, familiare, vicino, prossimo. Questo sguardo sa creare simpatia ed empatia per ciò che cade sotto i propri occhi; è capace di compromissione e di coinvolgimento. Percepisce un “noi” nelle cose, sente il mondo come qualcosa che mi interpella, e mi riguarda, come un progetto che mi vede protagonista, talvolta come attore principale, altre volte con un ruolo di co-primario, altre volte ancora come una comparsa. Ma mai spettatore indifferente e distratto.

Talvolta la differenza la fa proprio il punto di vista che scegliamo di assumere, la prospettiva che adottiamo nell’osservare le cose, gli occhiali che decidiamo di indossare nel rimirare quanto ci sta attorno. La differenza sta tutta in quella impercettibile distanza che esiste tra l’essere dentro o di fronte alla situazioni, in quel sottilissimo confine che separa il “noi” dal “loro”.

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