la vita al tempo del coronavirus/9

*** EROISMO ***

Se c’è una cosa bella che questa situazione “grottesca” sta regalato a tutti noi è la consapevolezza di quanta silenziosa eroicità è presente nelle nostre città e nei nostri paesi. I momenti difficili diventano sempre lo stimolo perché emergano le forze migliori di un individuo, di un gruppo o di una comunità. E anche questo periodo faticoso non ha fatto eccezione.

C’è un eroismo discreto e umile che attraversa la nostra terra lombarda, fatto di tante persone, giovani o anziane, che si spendono con dedizione e generosità. Lo raccontano i mezzi di informazione, ma in realtà tutto questo straordinario altruismo lo si nota anche intorno a noi, in fatti che non meritano i titoli di cronaca, ma che, ciononostante, restano come testimonianze luminose di bene.

Penso a quei medici in prima linea a combattere, quasi a mani nude, il male che avanza; e con loro infermieri, paramedici e personale sanitario che, da giorni, lavora senza sosta e senza lesinare energie.

Penso anche ai mille volontari che, in modo discreto e nascosto, prestano il loro servizio ovunque serva: nel trasportare i malati o rifornimenti o anche solo per portare un po’ di tè caldo agli uomini che lavorano nella zona rossa.

Penso a coloro che, in vario modo, nelle zone rosse, si rendono disponibili per dare una mano e per alleviare la sofferenza di qualche vicino.

Penso a tutti coloro che hanno responsabilità politica, civile o religiosa, che stanno portando sulle loro spalle un peso davvero eccessivo, per un disinteressato servizio agli altri.

È un peccato che debbano capitare cose così dolorose per accorgersi che esiste una rete silenziosa e nascosta di bene che tiene viva la nostra società. Abituati, come siamo, a lamentarci e a vedere il marcio nel mondo, ci scordiamo spesso di aprire gli occhi sulle cose buone che ci accadono intorno. Non sono tutti ladri o approfittatori, non tutti interessati solo al proprio profitto e successo. C’è gente che ancora sa affrontare la vita con responsabilità e generosità, sapendo tendere la mano a chi è in difficoltà e disponibile a sacrificarsi per gli altri quando è necessario.

Mi piacerebbe che ricordassimo tutto questo anche quando il momento di trambusto sarà terminato (speriamo il prima possibile) e ciascuno di noi tornerà ad occuparsi delle proprie quotidiane faccende.

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