attese di stabilità…

Ho letto con interesse – ma senza sorpresa ad essere onesto – l’ennesima critica a papa Francesco proveniente dalla colonne de Il Foglio. Il quotidiano dell’elefantino è diventato un habitué degli attacchi alla Chiesa di Bergoglio ed ogni occasione è buona per tirare una buona dose giornaliera di fango sull’operato del pontefice. Questa volta la scusa sono i recenti eventi che hanno toccato l’altra riva del Tevere e l’accusa, per bocca Camillo Langone, è quella di una chiesa continuamente instabile ed incerta nel procedere, mossa quasi da impulsi schizofrenici e confusionari.

Non mi interessa fare la difesa di Francesco – che a onore del vero si difende assai bene da sé – quanto raccogliere una provocazione che mi pare assai più interessate e feconda.

Già dal titolo dell’articolo capisci che qualcosa non fila “Chiesa è stabilità. Con Francesco la mia fede barcolla”. Davvero? La chiesa è stabilità… affermazione forte… ma siamo sicuri che sia anche vera? Perché ciò che il giornalista contesta alla Chiesa di Bergoglio è di essere un comunità in eccessivo movimento: “Il mio cuore ha bisogno di stabilità, Sant’Agostino, mentre la mia fede, in questo fracasso di scandali, barcolla.”.

Ma è giusto attendersi questo dalla Chiesa? Stasi, stabilità, calma, quiete, posatezza? Si cerca una Chiesa o una bella ideologia, forte e granitica, immobile ed eterna?

Se leggi le pagine dei Vangeli ti accorgi che è tutto un gran movimento: c’è gente che va e che viene, incontri, conflitti, polemiche, attraversate e camminate, salite e discese, parole dette e ribattute, contestate e accolte, gesti, movimenti, azione, cambiamenti, disorientamenti, confusione, fraintendimenti, tradimenti e rinnegamenti, estasi e terrore, pace e violenza, morte e vita… Da dove l’autore fondi questa sua – certo lecita ma non so quanto evangelica – aspettativa non so dirlo..

In fondo la fede è dynamis, forza, viaggio, uscita da sé, affidamento fiducioso e duro, conversione, cambiamento di mentalità, energia rigenerante e attesa di compimento. Una bella ideologia offre sicurezza e protezione, rassicurazione e tutele.. non certo la fede.. D’altra parte Luca ci ricorda che «Gesù gli rispose: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. (…) Un altro disse: “Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia”. Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio“».

Mi chiedo se infondo tante insofferenze non nascano da attese e aspettative che il nostro cuore getta sulle cose, sulle persone e anche sulle istituzioni.

Non me ne voglia il giornalista tanto pio e devoto, ma la fede è ciò che di più anti-ideologico ci sia: la fede è sequela di Uno che non sai mai dove ti può portare; è obbedienza ad una Verità che si rivela sempre in incontri destabilizzanti e disorientanti; è fiducia in Colui che è sempre altrove, sempre oltre, sempre ancora.

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