cose da poco

Sono giunto all’età in cui le parole scritte piccole piccole diventano una sfida quotidiana; in cui devi alzare gli occhiali quando guardi i messaggi sullo smartphone ed in cui mettere a fuoco i dettagli è ogni giorno sempre più faticoso ed impegnativo.

Eppure, non so se per una strana coincidenza o per una sorta di compensazione delle abilità sottrattemi, la vita mi ha concesso una particolare sensibilità alle piccole cose, a quei dettagli minimi che fino a poco tempo fa mi sarebbero sfuggiti o a cui avrei dedicato poca attenzione. Sto attraversando un particolare periodo della mia vita in cui le cose da poco, particolari apparentemente innocui e marginali, rimbombano con particolare vigore nel mio animo.

Accade così che la stretta di una mano, l’intensità di un abbraccio, l’accenno di un sorriso, il movimento gentile delle mani, una parola garbata, un passo ceduto, o mille altre piccole minuzie diventano qualcosa che rapiscono la mia attenzione e che giungono direttamente al cuore.

Forse è a motivo di questa naturale e progressiva riduzione del campo visivo, o per via della lentezza che accompagna il peso degli anni, o forse ancora per la fisiologica ipersensibilità che ogni pelle “matura” subisce da parte dell’ambiente circostante…fatto sta che tutto ciò che accade intorno a me, in quella zona di prossimità che circonda la mia persona, diviene qualcosa di importante e prezioso, qualcosa che merita attenzione e custodia.

È come se si togliesse il velo da una dimensione della mia vita che fino ad ora era caduta sotto silenzio, ignorata dalle frenesie della vita. Succede come quando, a tarda serata, si silenziano i rumori dell’ambiente circostanze ed inizi ad accorgerti dei deboli suoni che ti erano fino ad allora sfuggiti: il ticchettio della sveglia, il frusciare del vento, il canto del grillo, il cigolio della persiana, il rumore che fa la penna sul foglio o i rintocchi da lontano della torre campanaria. È solo quando il tutto si placa e si seda che i suoni tenui trovano modo di farsi ascoltare.

La stessa cosa vale, più o meno, per i piccoli dettagli della vita: è solo quando riduci il ritmo, rallenti il passo ed abbassi lo sguardo che tutti questi piccoli particolari emergono nella loro ricca varietà.

È solo quando smetti di essere “altrove” che il “dove” diviene palcoscenico di affascinanti gesti.

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